facebook instagram
Carla Melis Interior Designer. Powered by Blogger.
  • Home
  • Progetti
  • Chi sono
  • Press
  • Contatti

Carla Melis・Interior Designer

 


Quadri e specchi sono dei complementi d’arredo che non possono mai mancare in una casa, devi solamente scegliere quelli giusti e posizionarli correttamente! Non fare questa faccia, scorri per leggere i miei consigli ed evitare di sbagliare!

1.Segui la logica del “sorreggere”

Appoggia il tuo quadro ad una mensola oppure appendilo sopra ad un mobile che lo sorregge idealmente. Evita quindi spazi vuoti sotto ai tuoi quadri!

2.Evita gli specchi in alcuni punti

Davanti al letto, al divano o alla zona studio è meglio evitare gli specchi perché tendono a ridurre i momenti di riposo o concentrazione inducendoci ad un’introspezione “forzata”

3.I quadri non vanno per forza appesi

Una soluzione molto chic e moderna è quella di posizionare un quadro appoggiato direttamente sul pavimento (se la zona non è troppo ristretta o di passaggio ovviamente)

4.In cucina niente specchi

La cucina è un ambiente della casa in cui bisogna evitare che le superfici eccessivamente riflettenti possano distrarci durante la preparazione dei cibi e farci rischiare, ad esempio, di tagliarci con un coltello.

5.Evita il disordine

Cerca sempre di posizionare i quadri con un certo ordine, allineandoli in modo che seguano un filo ottico. In questo modo, anche se sono tanti, possono darci un senso di ordine.


Ora non hai più scuse, non puoi sbagliare!


 


La scelta dei colori appropriati per gli spazi in cui vivere è un aspetto importante dell’Interior Design. Un colore infatti ha il potere di trasformare uno spazio: in meglio o in peggio.  

Quando pensiamo ai colori, è spesso comune classificarli in due categorie: color dai toni caldi e dai toni freddi. I colori caldi, come il rosso, l’arancione e il giallo, possono dare energia a uno spazio e ai suoi occupanti. I toni freddi come il blu, il verde e il viola creano generalmente atmosfere tranquille e rilassanti.

Questo perché ogni colore evoca in noi una esperienza e deriva dalla sensazione che si prova nell’osservare in natura quei colori. Ai colori caldi associamo il sole e il fuoco, quindi è quasi come se guardandoli ne sentissimo il calore. Invece ai colori freddi associamo il mare e l’acqua in generale, quindi percepiamo una sensazione di freddo nel guardarli.

I colori non influenzano solo la nostra percezione della temperatura, ma anche i nostri sensi.

IL GUSTO

Ad ogni gusto associamo inconsciamente un colore, ad esempio: se pensiamo al dolce ci vengono in mente i colori pastello come il rosa chiaro e l’albicocca pallido. Al salato associamo il giallo zafferano e il blu, l’acido invece per antonomasia viene identificato con i verdi molto chiari (il verde acido appunto). I marroni scuri e i verdi saturi ci fanno venire l’amaro in bocca, e il piccante non può che essere rappresentato dal rosso vivo. 

L’OLFATTO

L’olfatto è uno tra i sensi più raffinato, più di quanto immaginiamo. Ci sono dei colori che ci permettono di evocare delle sensazioni olfattive. Se pensiamo ad un oggetto profumato, lo immaginiamo nei toni del violetto, dal lilla al viola. Un odore sgradevole invece viene associato ai verdi spenti. Invece un profumo aromatico ci fa venire in mente il marrone in tutte le sue sfumature.

IL TATTO

Può veramente un colore ricordarci una sensazione tattile? Sì, ed come li associamo a questo senso: per il morbido abbiamo i colori pastello, come per il dolce, il bagnato invece nasce da colori freddi come il blu e l’azzurro. La sensazione di durezza ci viene evocata dai neri e dai grigi molto scuri. Una superficie asciutta ci fa venire in mente il beige e il sabbia. Il liscio dal grigio chiaro e dai colori metallici mentre il ruvido viene rivelato dal marrone o dal verde scuro.

L’UDITO

Chi non ha mai definito un colore “chiassoso” o un giallo “squillante”? Non è un caso che associamo un colore a una rumorosità, ecco come lo facciamo: i colori scuri e freddi ci fanno pensare ad un suono basso, la gamma di colori caldi e chiari invece ad un suono alto. Un suono attutito viene identificato con la gamma dei verdi, mentre un suono vibrante viene esaltato da un abbinamento di colori complementari saturi, come fucsia e verde mela.

LA PERCEZIONE DEL TEMPO E DEL PESO 

Un colore può farci percepire diversamente lo scorrere del tempo? Ebbene si.  I colori freddi e scuri, insieme ai marroni, il blu scuro e il grigio ci fanno avere la sensazione che il tempo scorra molto più lentamente rispetto ai colori caldi che ci fanno percepire che il tempo scorra più veloce.

E il peso? Semplice, i colori come il nero, i marroni e i grigi scuri ci ricordano un oggetto pesante, mentre quelli sulle tonalità del pastello o più chiari ci fanno pensare ad un oggetto leggero. 

Siete sorpresi dal potere che hanno su di noi i colori? Sembra quasi magia, e invece è la semplice e stupefacente realtà.

 


Quando si parla di domotica solitamente molti pensano a “cose da ricchi” e di non potersi permettere simili tecnologie. Ma è davvero così? Lo scopriremo ora insieme, e capiremo come funziona e perché sceglierla al posto di un impianto tradizionale insieme a Carla Melis, del Corso di Interior Design dell’Accademia Telematica Europea.

Partiamo con la spiegazione del significato di domotica.

Domotica, dall’unione del termine latino domus, che significa “casa”, e del suffisso greco ticos, che indica le discipline di applicazione, significa “automazione della casa” e indica tutti i sistemi e i dispositivi che mediante la tecnologia permettono di migliorare il comfort e l’efficienza di un’abitazione.

La domotica ci consente di ottenere un maggior risparmio energetico, più comfort e sicurezza in casa e migliora la qualità della vita collegando tra di loro tutti i sistemi elettronici e informatici presenti. La differenza rispetto alle soluzioni tradizionali è che essendoci un unico impianto che gestisce tutti gli automatismi non si deve impazzire con mille apparecchi elettronici, e questo ci fa risparmiare tempo e denaro.

Per sfatare il mito che l’impianto domotico sia un privilegio dei più abbienti partiamo col dire che la modalità d’installazione è simile a quella di un impianto tradizionale, quindi non servono opere murarie particolari, semplicemente i tecnici installeranno dei cavi appositi invece di quelli tradizionali. L’unico consiglio che vi do al riguardo è di predisporre l’impianto domotico fin dalle primissime fasi di progettazione della casa, oppure se decidete di sostituire l’impianto tradizionale a favore di quello domotico dovete mettere in conto di dover sostituire cavi e prese elettriche. 

Ma con la domotica, cosa si può fare? 

In poche parole: migliorare la vita delle persone. La domotica in casa ci permette di comandare e controllare tutti i dispositivi elettronici più disparati: dalla TV alle telecamere di videosorveglianza, dalle luci all’antifurto, dalla climatizzazione alle tapparelle, ai cancelli e tanto altro, con dei sensori che rilevano la luce solare, la temperatura e il movimento sia all’interno che all’esterno dell’abitazione.

Ma forse la migliore applicazione è quella relativa alla disabilità e alla sicurezza domestica. Un impianto domotico consente il controllo totale di ogni apparato e dunque di poter intervenire in automatico in caso di guasto, dimenticanza, effrazioni o incidenti. La domotica insomma salva la vita delle persone, oltre che migliorarla.

E se manca la corrente, cosa succede?

Come per un impianto tradizionale, in assenza di corrente elettrica il sistema non sarà funzionante. In ogni caso tutta la parte legata alla sicurezza (antifurto e telecamere) è alimentata da apposite batterie a tampone, per garantire una copertura prolungata delle funzionalità anche in assenza di corrente elettrica. Inoltre la centralina ci comunicherà il guasto proponendoci delle soluzioni e mettendo in sicurezza la casa.

Ora arriviamo finalmente alla parte più saliente di tutto il discorso: il costo

Rispetto ad un impianto tradizionale, che però non ci offre tutte quelle comodità e sicurezze, un impianto domotico può costare circa il 30% in più (a seconda degli impianti che si intendano controllare). Ma, grazie agli incentivi statati con il Ecobonus, e grazie al risparmio energetico indotto, è possibile recuperare i costi in appena 3-4 anni dopo i quali addirittura si inizia a risparmiare.

Quindi, l’impianto domotico non è così tanto costoso come si crede. Considerate poi il risparmio nel lungo periodo, che è sicuramente maggiore rispetto all’impianto tradizionale.

Inoltre, l’installazione di un impianto domotico rientra nel cosiddetto Ecobonus, quindi la detrazione è pari al 65% delle spese complessive sostenute, senza un tetto massimo.

La domotica riunisce le diverse tecnologie che consentono di controllare, programmare e automatizzare una casa.

Per avere informazioni dettagliate ci si può rivolgere a un’Interior Designer, risparmiando tempo e economizzando sui costi (grazie agli sconti che un professionista riesce ad ottenere), oppure contattare direttamente le aziende che nella vostra zona si occupano dell’installazione di questo tipo di impianto e chiedere loro un preventivo.

 


Spesso sottovalutiamo il fatto che i gesti che svolgiamo quotidianamente in casa possano farci correre dei rischi 

Ad esempio: quanti di noi staccano l’interruttore generale prima di cambiare una lampadina? Sono gesti che andrebbero fatti, prima di compiere qualsiasi lavoretto di riparazione o sostituzione, anche semplice. Spesso non ci rendiamo conto dei rischi cui andiamo incontro  se non seguiamo delle alcune regole basilari. Come quelle che vi illustriamo con i seguenti consigli pratici: 

  1. Staccare l’interruttore generale (è sufficiente quello che abbiamo in casa vicino all’ingresso) prima di svolgere qualsiasi attività che abbia a che fare con apparati elettrici direttamente collegati all’impianto. Come Cambiare una lampadina, pulire il forno elettrico, svuotare il cestino della lavatrice quando non si scarica, ecc.
  2. Far eseguire sempre i lavori legati all’impianto elettrico da un tecnico specializzato in grado di svolgere il lavoro a regola d’arte e rilasciarvi una dichiarazione di conformità (nota come DICO). L’installatore di un impianto (impianto elettrico, idro-sanitario, termico, ecc.) è tenuto per legge a presentare dichiarazione di conformità inerente all’impianto stesso. Per mezzo di essa, si dichiara che l’installazione dell’impianto è stata compiuta in conformità a disposizioni legislative particolari o a specifiche norme tecniche. 
  3. Avete presente le cosiddette “ciabatte”, ovvero le multiprese? Croce e delizia, perché se da un lato abbiamo la comodità di poterci attaccare diversi apparecchi elettrici, dall’altra dobbiamo stare attenti a non sovraccaricarle. Non vanno mai usate nel caso di carichi elevati come  lavatrici, lavastoviglie, forni, ferri da stiro, ecc.  
  4. Uscendo di casa, accertarsi che il gas sia chiuso e i fornelli spenti. Se vi allontanate per un breve viaggio chiudete la manopola del gas e quella generale dell’impianto idraulico,.
  5. Non uscite di casa, anche se per pochi minuti, se c’è qualcosa che cuoce nei fornelli della cucina. Potrebbe fuoriuscire dalla pentola e a contatto con la fiamma dar vita ad un incendio
  6. Non uscite di casa lasciando lavatrice e lavastoviglie in funzione;
  7. Sostituire ogni 5 anni il tubo di gomma flessibile utilizzato per collegare apparecchi a gas all’impianto, in modo da assicurarne sempre la tenuta;
  8. Effettuate periodicamente un controllo dell’impianto elettrico e del gas per prevenire situazioni di pericolo. Per gli impianti di casa, il controllo di efficienza energetica (o prova fumi, bollino blu) per impianti alimentati a combustibile liquido o solido (gasolio, pellet, legna) deve essere effettuato ogni due anni mentre per quelli alimentati a gas (metano o gpl) ogni 4 anni.
  9. Tenete l’acqua dello scaldabagno o della caldaia a gas ad una temperatura massima di circa 45° C per evitare di ustionarvi 
  10. I tappeti sono pericolosi se si muovono o scivolano sul pavimento senza aderirvi, se hanno frange o buchi, se spostandoli possono trascinarsi dietro un mobile.

Potrebbero sembrare delle cose scontate, ma se pensate che, secondo l’Istat, si verificano circa 4 milioni di incidenti all’anno nelle abitazioni italiane, di cui 8 mila sono quelli mortali vale la pena prestare più attenzione ai gesti che compiamo quotidianamente per vivere meglio e in sicurezza.

 


Quando sentiamo parlare di mansarda solitamente pensiamo ad un ambiente poco confortevole e male illuminato, ma non è così. Non sempre. 

Una mansarda, per definizione, è un appartamento o un piano di una casa collocato sotto il tetto dello stabile, in cui i lati perimetrali (zona di gronda) sono caratterizzati da un soffitto spiovente, e le finestre sono dei lucernari obliqui.

Ci sono delle altezze che la mansarda deve rispettare, ma in ogni regione o comune sono diverse, quindi diciamo che molto in generale l’altezza minima del punto più basso dev’essere 150 cm mentre l’altezza minima del punto più alto dev’essere 240 cm per i locali come bagni o ripostigli e 270 cm per il resto degli ambienti. 


Un altro parametro da considerare per rendere abitabile una mansarda è il rapporto aeroilluminante, in cui la superficie delle finestre presenti dev’essere almeno 1/8 della superficie del pavimento, per garantire una buona illuminazione e un adeguato ricambio d’aria. C’è inoltre da considerare il fattore medio di luce diurna che è uguale al rapporto tra l’illuminazione interna e quella esterna.



Dopo queste informazioni normative andiamo a vedere quali sono realmente i vantaggi di vivere in una mansarda! 

  1. La mansarda gode di un’ottima esposizione alla luce naturale, che incide non solo sul benessere psicofisico di chi ci abita, ma anche sulla diminuzione dei costi energetici 
  2. Con il suo soffitto spiovente e le travi a vista, la mansarda è un ambiente estremamente scenografico e d’impatto, con un’atmosfera unica 
  3. È un ambiente molto silenzioso e tranquillo in quanto solitamente collocato molto più in alto rispetto agli altri appartamenti, e quindi più lontano dai rumori della strada 
  4. Nel caso la mansarda sia collocata in un condominio, si ha la fortuna di non avere nessun altro appartamento al di sopra, e quindi non c’è il rischio di essere disturbati dai vicini
  5. I lucernari, che di giorno permettono alla luce del sole di illuminare gli ambienti, di notte invece consentono di tuffarsi in un bagno di stelle, molto romantico ed emozionante

Ora arriviamo ai (pochi) svantaggi

  1. La superficie effettivamente calpestabile (parte di colmo) è ridotta rispetto agli appartamenti sottostanti, perché si può sfruttare lo spazio per camminare solo fino a un certo punto
  2. È più soggetta a sbalzi climatici frequenti, in quanto l’isolamento non sempre è adeguato
  3. Lo spazio per gli arredi è ridotto, e dovendo posizionare i contenitori per riporre nella parte di colmo, si diminuirà lo spazio a disposizione nell’appartamento

Diciamo che, facendo un confronto tra vantaggi e svantaggi, questi ultimi sono facilmente risolvibili se pensiamo ai vantaggi che abbiamo sull’altro piatto della bilancia.



Perché è importante affidarsi a un Garden/Green Designer? Quando si ha un piccolo giardino, un terrazzo o anche semplicemente un balcone in casa, si pensa sempre a come poterlo sfruttare e valorizzare al meglio, ma non è così semplice come sembra. 

Si può certamente ricorrere al fai da te ma non sempre ha successo e si rischia di ritrovarsi nella confusione più totale tra la scelta delle piante, degli arredi e l’illuminazione. 

Per questo viene in soccorso la figura emergente del Garden Designer, che spesso è anche Interior Designer, che progetterà su misura la vostra area esterna in base alle vostre esigenze, ai vostri gusti e al vostro budget.

Il Garden Designer si occupa della progettazione, sistemazione e gestione del verde ornamentale soprattutto in ambito privato e in piccole e medie aree con una marcata propensione alla definizione degli spazi più che ad un’ampia conoscenza del verde.

In Italia il Garden Designer è genericamente un Interior Designer o un Architetto con specializzazione nella progettazioni del verde. Solitamente è un freelance, dato che poche aziende possono permettersi questa figura professionale. Le prospettive di lavoro e carriera sono molto alte e continue anche se richiede un costante impegno nell’aggiornamento.

Loft è il nome che i designer danno a uno stile urbano-moderno caratterizzato da un’abbondanza di spazi aperti ed elementi industriali nell’arredamento. Soffitti molto alti, pareti in mattoni grezzi, travi e tubi a vista, pavimento in cemento.



Estremamente popolare sia negli Stati Uniti, da dove proviene, oggi questo stile è in tendenza da diversi anni anche in Europa e in Italia. I Loft vengono scelti principalmente da persone creative e amanti della libertà che apprezzano la praticità, la creatività e il minimalismo.
In questo caso parliamo di un loft nel cuore di Milano, caratterizzato da uno stile industriale che rispecchia il carattere e i gusti del committente, un giovane imprenditore con la passione per la musica, che ama ambienti in cui ricevere spesso ospiti in compagnia. 

Partiamo dalla scelta dei materiali 

Ho scelto dei materiali che appartengono pienamente a questo stile, quindi cemento grezzo e mattoncini per le pareti, legno per le rifiniture e resina per i pavimenti, ma non solo. Arredi in cuoio, come divano e letto, con un tocco di morbidezza dato dai cuscini e dalle coperte, per rendere l’ambiente meno freddo e duro.


La disposizione degli ambienti  

Al piano terra abbiamo predisposto una piccola zona studio/lavoro in una zona molto luminosa. La luce naturale è importante perché aumenta l’efficienza e la concentrazione.


Al piano terra la zona giorno, un grande open space molto luminoso con un tavolo da biliardo posizionato all’ingresso per le serate con gli amici, una piccola zona living, la cucina con la zona pranzo spaziosa per cene e aperitivi in compagnia, e in fondo alla stanza l’home office, per consentire il lavoro da casa in una zona più riservata.




Attraverso la scala si accede al soppalco, dove abbiamo pensato di allestire la zona notte e una piccola zona intima di relax con due poltrone e una lampada, per le letture serali prima di dormire.
























Newer Posts

ESPLORA

  • I MIEI SERVIZI
  • PROGETTI
  • DOVE SONO
  • CONTATTI

Post in evidenza

Graniglia Mon Amour: non esistono pavimenti impossibili per arredare bene

SEGUIMI ANCHE QUI

ARCHIVIO

  • mar (1)
  • set (1)
  • lug (2)
  • giu (7)

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Created with by BeautyTemplates | Distributed by blogger templates